La Mindfulness consiste in un particolare stato mentale coltivato e sviluppato attraverso una pratica meditativa chiamata vipassana o insight meditation, i cui effetti sono dimostrati da diversi decenni da numerose ricerche scientifiche.

È un modo apparentemente semplice di rapportarsi a ogni esperienza, interna o esterna a noi. È un atteggiamento mentale che riduce la sofferenza, salvaguarda e mantiene il benessere acquisito e prepara il terreno per una trasformazione personale positiva.

Gli stati mentali

Il tipico stato della nostra mente è assolutamente privo di consapevolezza. Trascorriamo la maggior parte del tempo persi in ricordi del passato o in fantasie riguardo al futuro. Molto spesso inseriamo “il pilota automatico”: la mente è da una parte e il corpo da un’altra. Gli anglosassoni definiscono questo stato abituale della mente mindlessness, cioè l’opposto della Mindfulness.

Il semplice divenire consapevoli di ciò che accade, dentro e intorno a noi, è l’inizio della liberazione dalle preoccupazioni mentali e dalle emozioni difficili da gestire. Con la Mindfulness pensieri, emozioni e azioni vengono liberati dalla dominazione degli automatici e abituali schemi di elaborazione che attivano e mantengono molti stati disfunzionali, attraverso un progressivo processo di consapevolezza e di decentramento (Segal, Williams e Teasdale, 2002).

I benefici della Mindfulness

La Mindfulness promuove un atteggiamento non giudicante verso sé stessi e gli altri; aiuta le persone ad adattarsi a situazioni incerte, instabili e stressanti e le stimola a prendere contatto con sé stesse e con la propria coscienza; sviluppa la responsabilità personale, la compassione, l’empatia e il senso di accettazione nel paziente e nel terapeuta.

Sviluppa un maggior controllo dei circuiti neuroendocrini e in modo particolare di quello dello stress; una maggiore coerenza cerebrale, una migliore comunicazione tra gli emisferi. Sul versante psicologico e psicoterapeutico, la meditazione aumenta l’attività nella corteccia prefrontale sinistra. Può modificare il modo in cui rispondiamo alle inevitabili difficoltà della vita, anche a problemi psicologici gravi, come le tendenze suicidarie (Linehan, 1993), il rimuginio patologico, la depressione cronica (Segal, Williams e Teasdale, 2002), il disturbo ossessivo-compulsivo (Didonna, 2009) e i deliri psicotici (Bach e Hayes, 2002).

Dagli anni ’80 inoltre numerose ricerche evidenziano l’efficacia clinica sia nei confronti di patologie psichiatriche (depressione, disturbi d’ansia, disturbi alimentari, abuso di sostanze, disturbo borderline, etc.) che di disturbi di tipo medico (oncologia, psoriasi, dolore cronico), permettendo lo sviluppo di protocolli e modelli terapeutici validati e di provata efficacia, che si sono integrati felicemente con la psicoterapia cognitivo-comportamentale, tra i quali la Mindfulness-Based Cognitive Therapy, la Dialectical Behaviour Therapy, l’Acceptance and Commitment Therapy e la Compassionate Mind Therapy.