Cos'è l'ACT (Acceptance and Commitment Therapy)

Che cosa è l'ACT

Consapevolezza, accettazione e impegno

 

L’Acceptance and Commitment Therapy, o ACT (“ACT” si pronuncia come singola parola, non come lettere separate) è un approccio psicologico innovativo basato sulla mindfulness.

A differenza delle terapie tradizionali, non si propone di cambiare gli eventi psicologici interni (pensieri, emozioni, ecc.) ma di modificare la loro funzione e il rapporto che la persona ha con essi. L’assunto di base è che la sofferenza psicologica fa parte della vita e non può essere eliminata.

Lo scopo è incrementare la flessibilità psicologica della persona in modo che possa vivere la propria vita in maniera consapevole seguendo i suoi valori, nel momento presente, in contatto con le emozioni e le sensazioni corporee, malgrado tutte le difficoltà presenti e le esperienze dolorose inevitabili.

Quando la relazione con le proprie esperienze interne ed esterne è caratterizzata da inflessibilità psicologica, queste  vengono percepite dalla persona come “sintomi” da evitare o combattere. La persona giudica come pericolose o patologiche le proprie emozioni, i propri pensieri o le sensazioni corporee e cerca di liberarsene mettendo in atto varie strategie di controllo, che spesso non fanno che aumentare la sofferenza e la rigidità. Non consentendo all’individuo di raggiungere i propri obiettivi e muoversi nella direzione dei propri valori, questa condizione limita le possibilità di scelta e la libertà di decidere, favorendo un peggioramento della qualità della vita.

 

I processi fondamentali dell’ACT:

1. Contatto con il momento presente: prestare attenzione in modo consapevole alla nostra esperienza nel “qui ed ora”;

2. Defusione: osservare il lavoro della nostra mente, vedere i pensieri per quello che sono;

3. Accettazione: fare spazio a sensazioni, sentimenti, emozioni spiacevoli invece che combatterli;

4. Sé come contesto: quella parte di  noi che è consapevole di qualsiasi cosa stiamo pensando, sentendo o facendo in ogni momento;

5. Valori: di cosa vorremmo che fosse fatta la nostra esistenza; le cose che contano veramente; le direzioni che vogliamo dare alla nostra vita;

6. Azione impegnata: “fare quello che serve”, le azioni necessarie ed efficaci per vivere secondo i nostri valori;

 

Mindfulness

Una storiella zen racconta di un uomo su un cavallo: il cavallo galoppa veloce e pare che l’uomo dovesse andare in qualche posto importante. Un tale, lungo la strada, gli grida: “dove stai andando?” e il cavaliere risponde: “Non so! Chiedi al cavallo”

Mindfulness o consapevolezza, è stata definita il cuore della meditazione buddista. La sua forza risiede nella pratica e applicazione. “Consapevolezza” significa prestare attenzione intenzionalmente, nel momento presente e senza giudizio. Questo tipo di attenzione produce maggior lucidità, chiarezza e accettazione della nostra realtà presente. È l’arte di vivere se stessi. Recenti ricerche nella psicologia occidentale hanno provato che praticare la mindfulness può avere benefici importanti (Hayes, Follette, & Linehan, 2004). Applicandola costantemente si impara a vivere la propria esperienza nel pieno delle sue caratteristiche, di gioia e dolore, conducendo il cavallo nella direzione desiderata nonostante gli ostacoli che si possono incontrare lungo il cammino.